martedì 26 dicembre 2017

Gli auguri musicali di Bernardo Lanzetti


Bernardo Lanzetti augura a tutti un Felice Natale con il brano "Merry Christmas
Musica di Alessandro Nidi, testo di Bernardo Lanzetti.
Tra gli ospiti... Michele Pertusi e Cecilia Gasdia

AUGURI!!!



domenica 24 dicembre 2017

"A New Chant": review by Gary Hill- Music Street Journal


 Acqua Fragile-“A New Chant”
Review by Gary Hill

This act is an Italian prog band. Most of the lyrics here are in English, though. These guys were originally around in the 1970s, and this is the first album in 40 years. I have to say that if they are this good with decades apart, I wonder just how amazing they were originally. I’m going to have to look into giving their old stuff some time. All in this lands mostly in the folk prog territory, but they get into more rocking stuff, too. I have to bet that long-time fans of this act will love this. It’s a definitely a great introduction for those of us haven’t heard them before.

My Forte

Starting in a fairly mellow, folky kind of arrangement, this grows out into more of a full on folk prog arrangement. The vocals make me think of David Bowie just a bit. This classy cut works through some shifts and is a great way to start the disc in style.


The Drowning

A slower moving, rather trippy kind of sound is on hand for this number. As the cut gets more rocking later it really seems to soar. They drop it way down for a mellow cinematic type section. Some melodic guitar solos over the top of that. It's a bit like fusion turned Pink Floyd to my ears. As it comes back out this gets into some really intense progressive rock territory. That section doesn't hold it for too long, though as they take it to its end.
Wear Your Car Proudly

Fast paced and shifting this way and that this is a powerhouse progressive rock number right out of the gate. This is much more of a rocker than anything that has come before it. For some reason it actually makes me think just a tiny bit of Dream Theater at times. The keyboard textures are cool and really add a lot to this. Everything works very well, though. The extended instrumental section later in the track is a real powerhouse. To me some of the vocals on this are closer to a cross between Bernie Shaw from Uriah Heep and Bruce Dickinson from Iron Maiden.

Tu Per Lei

After a dramatic introduction, this works to something closer to a folk prog type of sound. There is a dreamy element at play here. While the lyrics to the previous cuts were in English, these are in Italian. The cut has a more decidedly Italian sound to it, too. They drop back later in the track to a bit of European music for some almost classical bombast. Yet, it's still rock oriented. That section grows upward as they continue.
Rain Drops

This number is packed full of European cafe type music. Yet it's all woven into an arrangement that has a real prog rock construction to it.
There is a definite folk prog sound to this.
All Rise

The opening section here is vocal dense. It makes me think of something Chris Squire might have done. It powers out from there to a meaty kind of prog rock jam that's energetic and rocking. In some ways, other than the vocals, this makes me think of Yes just a bit, really.
This is definitely smoking hot.
How Come

Acoustic guitar opens this. It serves as the backdrop for the vocals.
This is a folk rock styled piece.
A New Chant

The title track is a powerful and dynamic cut. A lot of it lands in the folk prog zone, starting mellower and working to more potent as it moves forward. A guitar solo section brings things into more pure prog rock. The jam that ensues from there reinforces that. Then they shift to a more powered up version of that folk prog movement as they continue.





giovedì 21 dicembre 2017

Arlequins su " A New Chant"

Ormai si fa prima ad enumerare le band degli anni ’70 che non abbiano fatto una sorta di reunion (spesso con non più di due membri originari… quando non addirittura uno!) di quelle che abbiano accettato l’oblio dignitoso del buon ricordo lasciato. La reunion degli Acqua Fragile di membri originari ne conta addirittura tre, nelle persone di Bernardo Lanzetti, of course, del batterista Pietro Canavera e del bassista Franz Dondi. A coadiuvarli in quest’album ci sono il tastierista jazz Alessandro Sgobbio, i chitarristi Michelangelo Ferilli e Alessandro Giallombardo (quest’ultimo anche alle tastiere), la Tango Spleen Orquesta, per finire con Jonathan Mover, batterista dal curriculum ricco e interminabile.
Pensiero malizioso… visto che il grosso della musica è suonata dagli ospiti e che comunque è abbastanza evidente che il timone dei nuovi Acqua Fragile (più ancora che dei vecchi) è saldamente in mano di Lanzetti, pare proprio che questa reunion sia poco più di un escamotage commerciale, più che in altri casi simili, per riesumare una sigla storica. A dire il vero comunque Dondi aveva già provato a rispolverare gli Acqua Fragile nel 2005, incassando il rifiuto e lo scetticismo di Lanzetti, non ancora rilanciatosi nel mondo Prog. I tempi sono cambiati per lui, evidentemente, e dopo un paio di album coi Mangala Vallis ed altre partecipazioni in ambiente Prog, evidentemente non è più così scettico sulla possibilità di proporre questa musica in maniera produttiva.
C’è da dire che il buon Bernardo si è impegnato non poco per dar vita a quest’album, a cominciare dal reperimento degli ospiti fino alle peripezie per ottenere l’assenso all’utilizzo di un testo di Peter Sinfield. E’ anche doveroso notare che la sua voce appare qui al meglio della sua forma, potente, ben impostata e sicuramente ben sfruttata, come non accadeva da tempo.
A conti fatti l’album si presenta sicuramente moderno ma comunque agganciato al passato, non riducendosi comunque a riproporne gli stilemi in maniera acritica e pedissequa. Quarantatré anni sono passati, bene o male, e se è doveroso, visto che viene recuperato un nome storico, riagganciarsi a quanto fatto all’epoca, è anche apprezzabile che non ci si fermi a ciò. “A New Chant” è senza dubbio un album Prog, fatto di canzoni dalle caratteristiche anche abbastanza diverse fra loro ma comunque riconducibili a una visione musicale coerente con quanto è stato lasciato dopo l’ultima nota di “Mass Media Stars”.
Dopo l’iniziale ed interlocutoria, ma gradevole, “My Forte”, la splendida e poetica “The Drowning”, il cui testo è opera di Nick Clabburn, paroliere di Steve Hackett, è capace di conquistare l’anima dell’ascoltatore, così come la successiva “Wear Your Car Proudly”, ben più rockeggiante, sembra trascinarci addirittura dentro “Chocolate Kings”, il primo degli album registrati da Lanzetti con la PFM.
“Tu Per Lei” è l’unico brano cantato in italiano e convince solo in parte, sia per la parte musicale un po’ tronfia che per i testi metricamente un po’ forzati, e si apre con una celebre citazione di Zappa. “Rain Drops” è il brano associato a una poesia di Sinfield, con una musica suonata in punta di dita (il bandoneon e gli archi della Tango Spleen Orquesta) che dà giusto risalto ai versi del grande paroliere.
“All Rise” riporta il mood su un rock fruibile e cantabile di fine anni ’70, sebbene goda di bei suoni e sia comunque ben strutturata. La successiva “How Come”, piuttosto breve, mette in mostra il lato più melodico della voce di Bernardo che si muove agilmente sulle note di chitarra acustica. Nella title track conclusiva si chiude il discorso iniziato con “Tu Per Lei” (ma anche su “Bel Canto”, nell’album pubblicato assieme a Cristiano Roversi) sul rapporto tra l’artista e la musica, con intermezzi lirici che, evidentemente, ogni tanto, blandiscono l’anima artistica di Lanzetti.
Un album più che dignitoso, dunque, e se i maliziosi pensieri possono inesorabilmente assalire l’ascoltatore, a conti fatti quello che andiamo ad ascoltare ripaga la fiducia accordata… e questa è in sostanza l’unica cosa importante.




sabato 16 dicembre 2017

"A New Chant" su "l'Isola che non c'era"



Erano gli inizi degli anni ’70, e si era dunque in pieno periodo “prog” quando, nell’area di Parma, prese forma una nuova formazione musicale, Gli Immortali; nel 1973 Bernardo LanzettiGino CampaniniPiero CanaveraMaurizio Mori e Franz Dondi cambiarono nome divenendo Acqua Fragile, entrarono nell’orbita dell’etichetta Numero Uno grazie ai contatti con la PFM, ed uscirono con il loro primo album, omonimo, considerato un piccolo gioiello e che, malgrado ciò, ebbe purtroppo una distribuzione ed una diffusione molto limitata.
Acqua Fragile venne subito notato dalla critica dell’epoca che non mancò di esaltarne le qualità: “ineccepibile tecnica musicale, ritmica possente, ottima voce, continuità e fluidità nella composizione”. Un pochino meglio andò con il secondo lavoro, Mass Media Stars, uscito l’anno successivo, qualitativamente probabilmente anche migliore del primo e distribuito persino negli Stati Uniti, ma la parabola di questa meteora della musica progressiva stava inesorabilmente imboccando la fase discendente.

Una band che avrebbe avuto, senza dubbio, tutti i numeri per poter occupare un ruolo di rilievo nel panorama musicale italiano, si “spense” quasi subito: Bernardo Lanzetti divenne, per una intensa e purtroppo breve stagione, il cantante della PFM, Mori se ne andò lasciando il posto al tastierista Joe Vescovi, proveniente dai Trip. La band rilasciò, ma solo parecchi anni dopo, un album dal vivo contenente alcune registrazioni risalenti al 1975, ma dalla qualità sonora discutibile che non le rendeva certo onore; poi, sul nome Acqua Fragile calò, inesorabile, il silenzio. Eppure, per anni ed anni, gli appassionati di questo genere non li dimenticarono affatto anzi, in parecchi si sono sempre chiesti il perché del fatto che un gruppo così valido fosse scomparso senza lasciare tracce, ed in molti, anche fra gli addetti ai lavori, si sono sempre augurati che prima o poi gli Acqua Fragile potessero avere un’altra occasione considerando che i loro lavori “d’epoca”, erano e sono a tutt’oggi molto ben considerati.

Ci hanno creduto anche Lanzetti, Dondi e Canavera i quali, dopo numerose esperienze musicali nei decenni successivi al “congelamento” della band, hanno ragionato sul fatto che  nell’attuale contesto musicale per gli Acqua Fragile aveva assolutamente un senso tornare alla ribalta. L’anno decisivo è il 2017, l’album si chiama A New Chant e contiene otto tracce che ridefiniscono il suono della band: composizioni generalmente più brevi che, in parte, recuperano le sonorità delle origini mentre per altri versi innovano grazie anche al contributo di una valida schiera di collaboratori.

Fra i brani proposti si fanno notare la “gabrieliana” The drowning, mentre My forteWear your car proudly e How come riportano decisamente alla mente il suono delle origini. La voce di Lanzetti, poi, riannoda i fili del tempo e si conferma come una delle più valide e riconoscibili non solo in ambito prog.

Torna dunque finalmente in pista una band che, come molte altre alle nostre latitudini, ebbe vita breve, riconoscimenti postumi soprattutto all’estero, e lasciò dietro di sé un senso di incompiutezza, quel “sarebbe potuto essere, ma…” che, artisticamente, è sempre un peccato dover riscontrare. Considerando che il panorama del progressive, italiano ed internazionale, è in una fase di grande effervescenza, il fatto che un gruppo come gli Acqua Fragile si riproponga al pubblico con un nuovo lavoro di inediti, è fonte di grande gioia soprattutto per gli appassionati. E chi, magari fra i “non addetti ai lavori” li vorrà riscoprire, troverà più di uno spunto interessante per ripercorrere, ascoltandola, la loro storia.





giovedì 7 dicembre 2017

Review of "A New Chant" by Johnny Sharp- TEAMROCK.COM

Veteran Italian trio end 42‑year hiatus

Acqua Fragile formed part of a fertile Italian prog scene in the early 70s, with singer Bernardo Lanzetti often labelled the Italian Peter Gabriel. The band originally split soon after the frontman left in 1975 to join the scene’s leading lights, Premiata Forneria Marconi, but four decades on they’re finally reunited. Lanzetti rejoin drummer Piero Canavera and bassist Franz Dondi for a third album, and they do a tidy job of recapturing the old magic here. Lanzetti’s formidable pipes have matured but he still has a commanding semi‑operatic charisma to his voice on the car chase soundtrack rush of All Rise and the windswept acoustic balladry of the title track.
His theatrical exhortations on The Drowning also have echoes of Peter Hammill’s VdGG pomp, but elsewhere a judicious choice of guest players enhance the sound too. Alex Giallombardo’s jazz patterns on guitar make beguiling cameos, as do Alessandro Sgobbio’s synth solos. King Crimson wordsmith Pete Sinfield and Steve Hackett lyricist Nick Clabburn contribute some strong lines, but Lanzetti’s own bon mots are part of the charm – Wear Your Car Proudly’s slightly jarring use of English, for instance, only adds to the febrile, edgy mood of the piece.

domenica 3 dicembre 2017

ACQUA FRAGILE-"A New Chant"- Review by Peter Muir


ACQUA FRAGILE-"a New Chant"
Review by Peter Muir

Italy does progressive rock very well even if the indigenous talent struggled to broach export markets until front-runners Premiata Forneria Marconi (PFM) got picked up in 1973 by Emerson Lake & Palmer’s vanity label Manticore with ‘Photos of Ghosts’.
Bernardo Lanzetti worked vocal duties with the band between 1975 and ’77 prior to which he had fronted this, albeit second-tier, highly effective prog peer. Acqua Fragile’s back catalogue has been doing the rounds of late and for many genre fans the resurrection has constituted their initial introduction to its music.
Clearly, they are sufficient in number to prompt the band’s original members out of their lairs to record this set a mere 44 years later.  So … sharp intake of breath – does it all work? Most resoundingly Si! it works very well. The fact is the trio has done a great job of generating an entirely new album that dovetails with its predecessors without being self-reverencing or lazily borrowing from the past.
Catchy guitar/keyboard-driven compositions are sprightly in form, rich in disposition (even if Lanzetti’s tremolo can veer to the operatic on occasion), enhanced by swathes of synth and strings and glockenspiel (even!).
The pace varies most satisfactorily, ‘Wear Your Car Proudly’ chopping up time signatures befitting the best of the Shulman Brothers, a foreboding ‘The Drowning’, bookended by opener and closers, respectively the sweeping ‘My Forte’ and the title track, excitedly exhorting us to “Join With Us – All Rise! All Rise” – and we do: because this is a rewarding return to the world stage of progressive music that is truly molto grande!  



lunedì 27 novembre 2017

Bernardo, Amnerys e il matrimonio giapponese...

 Performance alla festa di matrimonio


Nel 2009, Masako Suzuky, poco piú che ventenne, partì da Tokyo per studiare moda a Milano. Ammiratrice di Amnerys, il cui stile in Giappone aveva molti  estimatori, riuscì ad incontrarla e fare uno stage presso di lei. 
Masako, che da allora ha anche una "mamma italiana", ha voluto Amnerys e Bernardo al proprio matrimonio a Tokyo.

 Wedding Day 


Wedding Celebration nella cornice pre-nataliza del Westing Hotel di Tokyo


sabato 25 novembre 2017

Bernardo Lanzetti e gli amici giapponesi

 Negozio Marquee, sede anche della rivista Euro Rock Press, n.1 in Giappone

 Con Dottor Sofuni

Con Yoshiko



Disk Union Sezione Prog



mercoledì 22 novembre 2017

Bernardo Lanzetti in Giappone: appunti di viaggio



ランちやんこと、チョコ🍫王のランゼッティがプログレ館に!素晴らしいアクアフラジーレの新譜を買ってサイン会へ!インポッシブルな声!



Yoshiko says: “Already lots of retweets! Big response on the web! Bernardo Lanzetti will show up in Disk Union Progressive shop on..”



domenica 19 novembre 2017

Bernardo Lanzetti in Giappone...


Bernardo Lanzetti in Giappone: primo commento di Yoshiko, punto di raccordo con l'Italia per gli amanti del prog di quei luoghi...

 昨夜伊藤政則のパワーロックトゥデイで、アクアフラジーレ新譜の曲がオンエアーされました!ランゼッティの力のいれようは納得の素晴らしいプログレアルバムです!今年のベスト3入りは確実!

Last night, a tack from Acqua Fragile new album was on air in Masa Itoh radio show.
This album surely ranks in my best three of 2017!!!



lunedì 13 novembre 2017

Radio Parma: intervista a Franz Dondi e a Bernardo Lanzetti


Nell’occasione dell’uscita del nuovo album, “A New Chant”, Acqua Fragile, Franz Dondi e Bernardo Lanzetti fanno sentire la loro voce e propongono il loro pensiero a RADIO PARMA

mercoledì 8 novembre 2017

"A New Chant": commento di Athos Enrile



E così ci siamo, “A New Chant”, il terzo album di Acqua Fragile prende vita e sostanza dopo una lunga attesa. Quale sarà il nuovo volto (“Mass Media Stars” risale al 1974)? Come si manifesterà la maturazione, il cambiamento, l’adeguamento ad un sistema nuovo pur mantenendo il credo antico?
Bernardo Lanzetti era ed è rimasto l’anima della band, e la sua progressione non ha subito momenti di pausa, e anche i rari momenti di “stasi musicale” sono stati compensati da differenti passioni artistiche, quelle che lo rendono completo, una condizione che unisce talento ad esperienza, impensabile quando si è agli inizi di una carriera.
Di questo nuovo capitolo fanno parte due dei membri originali, Franz Dondi, professione bassista, e Piero Canavera alla batteria.
Nel prossimo numero di MAT2020 Lanzetti risponde alle miei domande e fornisce una visione realistica di questo evento… sì, lo considero tale, un atto dovuto dopo il VOX 40 del 2013, celebrazione della voce e della musica, progetto a cui si lega in modo evidente il disco attuale.
E’ compito del recensore fornire un commento personale abbinato all’oggettività, ed è bene sottolineare come spesso lo sforzo intellettuale e realizzativo che si “nasconde” dietro ad una nuova musica sia più apprezzabile degli aspetti meramente emozionali, ovvero il racconto di ciò che normalmente non viene percepito dall’ascoltatore diventa appagante, come e più dell’ascolto stesso.
In questo caso mi riesce davvero difficile provare a fare opera di dicotomia, tutto mi appare affascinante, sia gli aspetti progettuali - che ho conosciuto prima dell’ascolto - sia l’impatto sonoro.
Provo a partire da un giudizio di sintesi, che si fonda su un dato storico.
Uno dei motivi per cui l’Acqua Fragile ha trovato vita dura nei primi seventies è l’utilizzo della lingua inglese, una situazione favorita dalle skills linguistiche di Lanzetti, competenze che lo porteranno successivamente a ricoprire un ruolo importante nella PFM e ad essere preso in considerazione dai Genesis come possibile sostituto di Gabriel, al suo abbandono dal gruppo.
Anche “A New Chant” è caratterizzato dai testi in inglese ma… c’è un’eccezione, il brano “Tu Per Lei”, uno spazio in cui si utilizza la lingua italiana per formulare un pensiero centrale, la linea guida di una vita intera, una dichiarazione d’amore incondizionata verso la MUSICA, ma al contempo una denuncia e un’esortazione alla riflessione e al cambiamento tratta dal pensiero di Jamie Muir: Quando ti avvicini alla musica non devi pensare a quello che essa può fare per te. Pensa invece a ciò che tu puoi fare per lei”. Recita il testo: “Quando il tuo destino incrocia la musica, non pensar soltanto ai vantaggi che ti dà, ma sii pronto a donare tutto per lei…”. Una rivoluzione di questi tempi!
Tutto è permeato da questo concetto, ed ogni singolo dettaglio, anche quello tecnico, tende al perfezionismo non fine a sè stesso, perché il senso dell’estetica di cui profuma tutto l’album è un dono che Acqua Fragile fa al mondo della musica, quella più genuina, mantenendo le debite distanze da ogni possibile calcolo o interesse, se non quello artistico.
L’impronta è quella di fabbrica, e ho trovato forti legami tra il passato e l’attualità, un comune denominatore che risiede nell’ariosità di alcune trame, nell’eleganza del fraseggio sonoro, nella miscela tra una certa classicità e l’utilizzo di ritmiche composte, con una voce che, fatto davvero inusuale, appare più modulabile e toccante di un tempo: talento naturale sommato a professionalità!

Mi sono emozionato già dal primo ascolto, e anche se non credo sia questo rappresentativo del valore assoluto di un album, resta in ogni caso quello che io cerco nella musica. L’ascolto ripetuto mi ha poi permesso di tracciare un giudizio molto più generale, legato al fatto che “A New Chant” mantiene le debite distanze rispetto agli stereotipi imposti, diventando invece un ricongiungimento, un bridge tra epoche diverse che, a ben vedere, rendere Acqua Fragile campione di coerenza e di creatività… prog o non prog questa, signori, è la Musica con la M maiuscola.

In questo viaggio intrapreso dai tre musicisti originali troviamo notevoli contributi esterni, alcuni dei quali altisonanti. Parto dagli ospiti stranieri.
Nel primo brano, “My forte”, è presente il drummer Jonathan Mover. Dice a tal proposito Lanzetti: “La sua idea di scomporre ulteriormente un mio brano già in tempo dispari (11/8) sotto gli archi di Tango Spleen e le voci di Acqua Fragile, si è rivelata pura avanguardia; di fatto Mover, catturato dal brano, addirittura ha rilanciato, proponendo un ritmo in 22/16, ma soprattutto suddividendo 22 in 4 battute, rispettivamente di 7+6+5+4. Ogni battuta è diventata così diversa dalla precedente e da quella a seguire…”.

Altro nome nobile è quello di Pete Sinfield, dalla cui opera è tratto un testo musicato da Bernardo, “Rain Drops”, alta poesia innalzata alla “forma canzone”, una folgorazione casuale che ha trovato piena approvazione da parte del mitico artista inglese.
Chiude il ciclo degli stranieri Nick Clabburn, famoso paroliere inglese che ha toccato la sensibilità di Lanzetti (“Tutti i dormienti ti mandano i loro sogni”, sono queste le parole di Clabburn catturate da Steve Hackett e Jo Lehmann e inserite nel loro brano “Sleepers”) e che ha fornito la lirica per “The Drowning”, una delle tracce più lunghe e articolate dell’album.


Fondamentale la presenza della Tango Spleen Orquesta (già protagonisti del VOX 40) che sostituisce le tastiere in brani significativi con la magica sezione d’archi, il bandoneon, il contrabbasso, il tutto coordinato da loro direttore Mariano Speranza al pianoforte.
Un altro ponte col passato è caratterizzato dalla presenza di Alessandro Mori, esperto batterista, figlio di Maurizio, storico tastierista di A. F.
E ancora Alex Giallombrado - chitarra e tastiere -, il tastierista Alessandro Sgobbio, il chitarrista Michelangelo Ferilli e Andrea Anzaldi, che ha partecipato al testo di “Wear Your Car Proudly”, un pezzo da oltre 7 minuti che fornisce un certo parallelismo col momento più illuminato del “Gentle Giant moment”.

Di forte impatto l’art work curato da Gigi Cavalli Cocchi, con una cover simboleggiante l’“Invito a un concerto”, realizzata a china e tempera da Alberto Baroni, autore della copertina del primo album, “Acqua Fragile”, del 1973.

Proseguendo con il racconto dell'album segnalo momenti di puro intimismo dove Lanzetti, presente in tutti i brani come autore, si propone nella sua forma più “nuda”, voce e chitarra: “Howe Come” è un frammento di pura magia.
All Rise” riporta a repentine mutazioni di mood ritmico e sonoro e al cambiamento della vocalizzazione, e va evidenziato come lo strumento personale di Lanzetti si dimostri per tutto il disco l’apice di attimi romantici che si alternano ad altri più drammatici, e il passaggio tra differenti stati diventa una delle peculiarità dell’intero lavoro, come dichiarato dall’autore: “I brani sono strutturati come micro-suite oppure come semplici canzoni non convenzionali e ancora inni, strumentali ostinati, canti propiziatori e addirittura… una marcetta…”. 
E non mancano le particolarità tecnologiche: "Altra piccola novità è l’introduzione dell’animoog, sintetizzatore App usato per colori o piccoli fraseggi “psichedelici”.
In chiusura la title track, "A New Chant", momento aulico, dove uno status quasi "hammilliano" si sposa all'unicità del testo che chiude il concetto espresso nella già citata "Tu Per Lei", e che sintetizzo in poche righe: "Ho bisogno di un nuovo canto, un canto nobile, la cui eleganza mi possa riconciliare con il mio destino...". 

Quaranta minuti di musica suddivisa su otto brani, per un album pubblicato dalla britannica Esoteric Antenna e dalla statunitense Cherry Red Records.

Quaranta minuti di una musica che stimola la razionalità e costringe ad un superlavoro il sistema limbico dell’ascoltatore sensibile.

I fan dell’Acqua Fragile, da sempre sparsi per il mondo, saranno soddisfatti di un album che non è certo quello della nostalgia o della ricerca di un fermo immagine temporale, ma piuttosto della consapevolezza e della qualità e genuinità ad ogni costo.

L’Acqua Fragile è tornata. All Rise... tutti in piedi!