giovedì 20 luglio 2017

Bernardo Lanzetti incontra Bob Geldof


Bernardo Lanzetti incontra Bob Geldof a Cortona


Bernardo ha un feeling particolare con Cortona, dove è apprezzato non solo per la sua musica a anche per la sua vena pittorica.


Bob Geldof e i Boomtown Rats sono di scena nella cittadina toscana, e l’invito a Bernardo è scattato in automatico; così, dopo l’incontro casuale di due mesi fa a Londra, ecco una nuova occasione di… scambio di opinioni!


domenica 16 luglio 2017

"Acqua Fragile" is back... soon a new release


Acqua Fragile

Esoteric Antenna & Cherry Red Records are very pleased to announce the release of the new album by Italian Progressive Rock legends Acqua Fragile.


A New Chant features original members Piero Canavera, Franz Dondi and Bernardo Lanzetti, who have reunited after forty-four years to record brand new material.

The project is also notable for the presence of some very special guests, including Pete Sinfield, Nick Clabburn, Tango Spleen and Grammy Award winning drummer Jonathan Mover


Acqua Fragile - A New Chant...
is released on Esoteric Antenna on October 14th 2017



martedì 11 luglio 2017

Il ritorno discografico di Acqua Fragile


Acqua Fragile – Comunicato

La britannica Esoteric Antenna e la statunitense Cherry Red Records hanno il grande piacere di annunciare la prossima pubblicazione del nuovo album di una delle leggende del Rock Progressivo Italiano: Acqua Fragile.


In questo nuovo lavoro sono presenti Piero Canavera, Franz Dondi e Bernardo Lanzetti, componenti storici, che si sono riuniti dopo quarantaquattro anni per registrare nuovo materiale completamente originale.
Il progetto si fa notare per la presenza di alcuni ospiti d’eccezione comprendenti i britannici Pete Sinfield, Nick Clabburn (lyricist per John Hackett), il batterista statunitense Johnatan Mover (Joe Satriani, GTR), Tango Spleen, small & smart Orchestra Classico-Moderna.


L’uscita del nuovo album Acqua Fragile è prevista per il 14 Ottobre 2017




martedì 27 giugno 2017

La performance di Bernardo Lanzetti a Zoagli (celebrazione di Greg Lake)


Il 19 giugno, a Zoagli (GE) nello splendore del Castello Canevaro, Bernardo Lanzetti si è esibito con un repertorio incentrato sulle creazioni di Bob Dylan, con un passaggio significativo sul percorso di Greg Lake, nell'occasione celebrato con la Cittadinanza ad Honorem post mortem, alla presenza della moglie Regina.

Ecco un riassunto della performance di Bernardo...


venerdì 23 giugno 2017

Steve Hackett, i Genesis e Bernardo Lanzetti


Su Il Fatto Quotidiano uscito poche ore fa Stefano Mannucci intervista Steve Hackett.

Ripercorrendo la storia dei Genesis e sottolineando il rapporto con l’Italia, Hackett affronta il momento in cui Peter Gabriel, ormai trabordante all’interno della band, decide di intraprendere una nuova strada, solitaria.

Ecco le sue parole: <<L’incantesimo si ruppe nel 1975, all’indomani di “The Lamb Lies Down On Brodway”.  Era un progetto concepito tutto da Peter: ormai era molto più che un membro paritario del gruppo, fece bene a voler andare per conto suo. Quanto al tour, a New York mi rubarono di nuovo le chitarre. Una maledizione…>>.
La ricerca di un frontman si risolse nel modo più semplice.

<<Testammo molti vocalist. Fu preso in considerazione anche Bernardo Lanzetti della PFM. Eppure avevamo la soluzione in casa. Phil aspettava solo che glielo chiedessimo!>>.

Sliding doors… chissà cosa sarebbe accaduto se…



mercoledì 21 giugno 2017

Bernardo Lanzetti ha partecipato all'evento "Consegna della Cittadinanza ad Honorem post mortem a Greg Lake

Gao Xingjian, Amnerys Bonvicini, Franco Rocca, Regina Lake, Paola Tagliaferro e Bernardo Lanzetti

A distanza di cinque anni si ritorna a parlare di Greg Lake in quel di Zoagli, Genova, e precisamente nel fantastico Castello Canevaro, che vide il musicista protagonista di una performance che doveva quasi essere in “famiglia”, ma che si tramutò in pura magia per i tanti presenti intervenuti.
In quella stessa stanza il 19 giugno girano incessantemente, su un grande schermo, le immagini di quella giornata - 30 novembre 2012 -, un documentario realizzato da Francesco Paolo Paladino e Maria Assunta Karini, autorizzato dal management di Greg Lake.
Spiego i motivi di questo incontro. 
Il Comune di Zoagli, in collaborazione con l’Accademia Internazionale delle Arti ”La Compagnia dell’ES” e con il Festival Internazionale di Poesia di Genova, ha fornito il patrocinio alla cerimonia di consegna della Cittadinanza ad Honorem post mortem a Greg Lake, realizzando una targa in marmo posata vicino al Castello Canevaro, il tutto con la presenza di Regina Lake, moglie dell'ex bassista di King Crimson e ELP.
Greg Lake amava questi posti!


Dietro alla grande organizzazione necessaria c’è un nome, un volto, una musicista e amica personale di Greg: Paola Tagliaferro.
Non basta una persona sola per mettere a punto un avvenimento così articolato, ma la gestione della cura dei dettagli vede sempre la regia della tenace Paola.
E per non farsi mancare niente, tra autorità, televisioni e illustri personaggi locali, ecco la ciliegina sulla torta, il poeta Gao Xingjian, Premio Nobel per la letteratura nel 2010, ospite del 23° Festival Internazionale di Poesia di Genova, introdotto dal poeta Claudio Pozzani.
Che dire, mi è sembrato tutto perfetto, misurato e di gran classe, a partire dalla location affascinante, carica del profumo della storia e affacciata sul mare, in una splendida giornata di sole.
Regina Lake appare un po’ spaesata, forse impreparata a tante attenzioni, lei, così riservata e abituata al ruolo di moglie di una rock star, un po’ defilata. Ma tutto si rivolge verso la sua persona, le interviste, le fotografie, le domande, le celebrazioni.
Il primo cittadino, Franco Rocca, assolve con semplicità al suo ruolo istituzionale, dimostrando vera voglia partecipativa, e introduce e accompagna i momenti  topici, fatti di saluti, poesie e dialogo con il folto pubblico, ancora una volta, come cinque anni fa, superiore alle attese.
E’ un’atmosfera magica, c’è una serenità diffusa che si sente nell’aria, una situazione ambientale che non si fa condizionare dalla scaletta degli interventi… non c’è apprensione né pressione.
La poesia di Gao Xingjian si interseca con quella di Claudio Pozzani e della scrittrice Barbara Grassino, unita alla prima musica proposta, quella che riporta alle creazioni di Lake e dei suoi compagni di viaggio.

Per rendere giustizia all’ambientazione a cui accennavo, ecco alcune immagini video in sequenza temporale.


Dopo il ricco aperitivo si ritorna alla musica, con un protagonista assoluto, Bernardo Lanzetti.
Paola Tagliaferro apre il vero concerto, con brani suoi - uno dei quali, fantastico, scritto proprio da Lanzetti -, accompagnata da musicisti come Pier Gonella, Giuliano Plmieri, Angelo Contini e Luigi Jannarone, e l’amalgama di note si trasforma in positività, e a quel punto non ha più nessuna importanza parlare di generi ed etichette.
Voci di rilevanza internazionale, musicisti di grande qualità.
E arriva il momento tanto atteso, Poesia e Canzoni”, Tributo a Bob Dylan da parte di Lanzetti, lui, la voce e la chitarra, per un repertorio conosciuto ma rinnovato dalla verve dell’ex PFM, il solito uomo da palco, il vocalist per eccellenza, la cui voce migliora col passare del tempo.
Un successone, come sempre!
Anche in questo caso propongo la testimonianza video, un medley rappresentativo dell’intera giornata.


E mentre le serata volge al termine e il pubblico si coagula ai piedi del palco, la “stanza di Lake” non smette di proporre immagini del recente passato: manca il volume . che avrebbe interferito col vicino concerto -, ma Greg continua a “girare”, perché ormai è ospite fisso del Castello Canevaro, e la sua presenza non potrà mai più esser messa in discussione.
E quindi un grazie supplementare ai realizzatori del film,Francesco Paolo Paladini e Maria Assunta Karini.
Capacità organizzative, amore per la musica e per il proprio lavoro, meticolosità, sono alcune delle peculiarità di Paola Tagliaferro, una persona giusta.


mercoledì 14 giugno 2017

19 giugno Zoagli : Cittadinanza ad honorem a Greg Lake+ concerto di Bernardo Lanzetti


MUSICA, L’OMAGGIO DI ZOAGLI A GREG LAKE
IL 19 GIUGNO CITTADINANZA AD HONOREM AL
FRONTMAN DEI KING CRIMSON E CO-FONDATORE
DEGLI EMERSON LAKE & PALMER SCOMPARSO LO SCORSO ANNO

Il Comune di Zoagli, in collaborazione con l’Accademia Internazionale delle Arti ”La Compagnia dell’ES” e con il Festival Internazionale di Poesia di Genova, hanno il piacere di invitarvi alla cerimonia di consegna della Cittadinanza ad Honorem post mortem a Greg Lake, voce, chitarra, basso, autore. Greg Lake, cofondatore e frontman dei King Crimson e degli Emerson Lake & Palmer due gruppi musicali inglesi che hanno tracciato la storia del rock progressivo internazionale.
Greg Lake, scomparso nel dicembre dello scorso anno a Londra, era stato protagonista di un indimenticabile incontro musicale il 30 Novembre 2012 a Castello Canevaro di Zoagli che ospiterà la cerimonia di consegna lunedì 19 giugno 2017, alleore 18, alla presenza del sindaco Franco Rocca, con ingresso libero.
Greg Lake era molto legato al Golfo del Tigullio dove aveva trascorso tanti momenti di vacanza con la famiglia.
In occasione dell’incontro musicale del 30 Novembre 2012 organizzato dal Comune di Zoagli a Castello Canevaro, era nato un amore tra Greg Lake e la cittadina rivierasca.



Nel corso della cerimonia è in programma un corale omaggio ai testi e alle musiche di Greg Lake da Paola Tagliaferro, musicista e vocalist ricercatrice e sperimentale, amica di Greg Lake e artefice del suo concerto a Zoagli, Giuliano Palmieri (piano e elettronica), Pier Gonella (chitarra),Claudio Pozzani e presidente del Festival Internazionale di Poesia di Genova, Bernardo Lanzetti (ex voce della PFM e voce degli Acqua Fragile), Francesco Paladino e Maria Assunta Karini.

Il poeta Claudio Pozzani sarà accompagnato dallo scrittore cinese Gao Xingjian premio Nobel per la letteratura, ospite del 23° Festival Internazionale di Poesia di Genova.

Nel corso della serata i registi Francesco Paolo Paladino e Maria Assunta Karini, presenteranno un breve ma prezioso filmato, documento dell’incontro musicale con Greg Lake a Castello Canevaro il 30 Novembre 2012, autorizzato dal management di Greg Lake. Il film verrà pubblicato il 20 giugno sul youtube e sul sito del Comune di Zoagli.
Il Comune ha fatto fare una targa in marmo che sarà posata vicino Castello Canevaro, così il nome di Greg Lake potrà guardare, per sempre, il Golfo da cui era rimasto affascinato.

Dopo la consegna dell’onorificenza la signora Regina Lake risponderà a qualche domanda dei giornalisti presenti. Interverranno i critici Athos Erile e Massimo Gasperini.

Alle ore 21,15 seguirà il concerto di Bernardo Lanzetti “Poesia e Canzoni“-Tributo a Bob Dylan, come chiusura del 23°Festival Internazionale di poesia.

Bernardo suonerà, canterà e sarà narratore di episodi e aneddoti sulla vita del premio Nobel.
Bernardo è anche l’unico italiano citato tra gli interpreti internazionali dei lavori Bob Dylan.

Interventi degli ospiti a corollario: Paola Tagliaferro, Pier Gonella, Giuliano Palmieri, Angelo Contini, Luigi Jannarone, Claudio Pozzani, Barbara Garassino (scrittrice),


Per il pubblico si consiglia di parcheggiare in Zoagli a destra o a sinistra del cimitero ci sono i parcheggi e di prendere la salita pedonale a destra della piazza principale che porta al castello.

Bernardo Lanzetti
“Poesia e Canzoni”
Tributo a Bob Dylan

Le canzoni sono da considerarsi poesia?
Molto si è discusso di ciò in passato e finalmente, in occasione del Premio Nobel a Bob Dylan, si è arrivati a questo enunciato:

- I testi delle canzoni sono poesia ma nella cosiddetta tradizione della “poesia orale”.

Insomma Bob Dylan, Leonard Cohen, Jaque Brel, Fabrizio De Andrè e via cantando, sarebbero più propriamente gli eredi di Omero e Saffo piuttosto che colleghi di Garcia Lorca o Giacomo Leopardi.

E’ in questa ottica che Bernardo Lanzetti, già dagli anni ‘60 cultore e interprete dei lavori Bob Dylan, intende porgere questo suo concerto riallacciando le emozioni del passato alle consapevolezze del presente.

Unico artista italiano citato nell’enciclopedica “Bob Dylan Covers”, opera web che raccoglie tutti gli artisti che hanno omaggiato, con incisioni e pubblicazioni, il menestrello di Duluth,
Bernardo suonerà, canterà e sarà narratore di episodi e aneddoti sulla vita del premio Nobel.

Bernardo Lanzetti
Brevissime Note Biografiche-2017

Prima con il gruppo Acqua Fragile e poi con la P.F.M., Bernardo Lanzetti è stato, dagli anni ’70, una delle voci più importanti del Rock Progressivo sia in Italia che all’estero per essere poi attivo anche in avventure teatrali come vocalist ed attore lavorando con Teatri di Parma e di Milano.

Numerose le collaborazioni del Lanzetti con artisti del calibro di Giorgio Gaslini, Ivano Fossati, Loredana Bertè, Ornella Vanoni, Alberto Radius, fino a giungere a performance d’avanguardia di classica/contemporanea con Maurizio Pisati.
Scelto dal management di Bruce Springsteen come traduttore ufficiale italiano dell’album  “Nebraska”, Bernardo ha tradotto anche dialoghi per film di culto tra cui “Pushing Hands” del premio Oscar Ang Lee.

Autore di musiche e testi ma anche sperimentatore e performer della voce e della parola, Bernardo Lanzetti  ha avuto l’onore di lavorare in studio di registrazione o sul palco con nomi illustri del Rock internazionale tra cui Steve Hackett  dei GENESIS, Ian Anderson dei JETHRO TULL o Greg Lake di EMERSON LAKE & PALMER.
Bernardo è anche l’unico italiano citato tra gli interpreti internazionali dei lavori del recente premio Nobel per la poesia, ovvero Bob Dylan.

Dopo che un famoso artista americano aveva citato, in una sua registrazione, un brano del gruppo Acqua Fragile, i vecchi album della formazione sono stati recentemente ripubblicati per il mercato internazionale e il loro nuovissimo album sarà pubblicato entro l’anno.
Nello scorso 2016 Bernardo Lanzetti, in coppia con Cristiano Roversi, ha pubblicato anche un singolare album intitolato “Quasi English”.





martedì 6 giugno 2017

PFM negli studi della BBC- IL VIDEO



Video documento fantastico, con la PFM in terra inglese

Bernardo Lanzetti ricorda cosa accadde…

“Un pomeriggio intero per le prove in uno degli studi della BBC, con le apparecchiature audio molto più avanzate di quelle dello studio italiano dove avevamo registrato l'album "Chocolate Kings". Tanti tecnici audio, microfonisti, anziani oppure giovanissimi. Il regista si presentò nei camerini con un pacco di album della PFM sotto il braccio: <E' una settimana che ascolto la vostra musica per prepararmi!".
Ci fu dato un tempo massimo in cui fare l'esibizione e alla prova generale la band spaccò il minuto. In serata, il programma andava in onda naturalmente "live" e "in diretta"!  All'inizio dell'esibizione Mauro distrusse l'archetto del violino e poco dopo, Franco ruppe la corda della chitarra. Si può vedere che nella parte centrale, più o meno improvvisata, egli lascia il palco per cambiare la corda e tornare in tempo per l'ultima parte. La performance tuttavia, anche questa volta, è perfetta nel tempo a noi concesso. 
La trasmissione era molto seguita all'epoca e diversi musicisti/artisti più giovani di noi - all'epoca erano bambini seduti accanto al fratello maggiore che seguiva il Prog - hanno avuto modo di raccontarmi come quella nostra performance li abbia fortemente e positivamente influenzati”.




mercoledì 31 maggio 2017

Parallelismi: Lanzetti e suoi “Numi Tutelari”, di Alberto Sgarlato


Parallelismi: Lanzetti e suoi “Numi Tutelari”

di Alberto Sgarlato

Quando si parla di cantanti italiani che hanno lasciato un segno indelebile nel rock prodotto nella nostra nazione indubbiamente uno dei primi nomi che salta alla mente è quello di Bernardo Lanzetti. Per innumerevoli motivi, certo, che vanno dalla tecnica alla bellezza timbrica, ma soprattutto perché ha svolto un ruolo davvero pionieristico nell’allontanare le sonorità della “musica leggera italiana” (all’epoca la si chiamava così) da quell’alone di provincialismo che fino a quel momento l’aveva contraddistinta, per importare stili e modelli all’epoca davvero inediti (frutto anche delle esperienze da lui accumulate all’estero). Inoltre, mentre altre bands di prog-rock italiano facevano “anche” i dischi in inglese (affidandosi anche a parolieri illustri, come Pete Sinfield dei King Crimson nel caso della PFM), traducendo brani già editi in italiano, o inserivano un’alternanza di tracce in inglese e in italiano (si pensi a “L’Uomo” degli Osanna), Lanzetti sceglieva coraggiosamente l’idioma d’Oltremanica come mezzo comunicativo d’elezione. Ma nell’esaminare la carriera di un artista non si può prescindere da un’attenta analisi dei predecessori che maggiormente l’hanno influenzato: del resto ogni forma d’arte, ogni espressione creativa è, a suo modo, frutto dell’evoluzione di linguaggi precedenti. Così come Chris Squire degli Yes non ha mai nascosto la propria ammirazione per John Entwhistle degli Who e Keith Emerson ama citare i compositori russi e dell’Est Europeo a cavallo tra ‘800 e ‘900, solo per fare un paio di esempi, ovviamente anche Bernardo Lanzetti, nelle sue esecuzioni vocali, lascia trasparire delle affinità con altri cantanti che hanno lasciato un segno tangibile nella storia del rock.
E parlando di Lanzetti, ovviamente, il primo nome che viene in mente è quello di Peter Gabriel nel suo periodo con i Genesis. Se lo ascoltiamo attentamente, il primo elemento caratteristico di Gabriel è la dizione, davvero particolare. Nelle sue strofe, parole anche apparentemente comuni assumono toni ieratici in base a come vengono pronunciate. Le vocali sono sempre lunghe e aperte, sembra quasi che “L’Arcangelo” (come veniva soprannominato in Italia negli anni ’70, per via del suo cognome) queste vocali le “arrotondi” in bocca, tenendole calde per poi farle esplodere incidendo drammaticità. Facendo un paragone con un altro grandissimo del suo tempo, anche Peter Hammill ha queste vocali lunghe, ma il leader dei Van Der Graaf invece le scandisce, secche, violente, usandole come trampolino di lancio per certe consonanti, come le nasali (fate caso a come Hammill pronuncia la parola “alone”, quasi un suo marchio di fabbrica). Per questo Hammill è poco accomunabile a Lanzetti: il cantante dei VDGG è più oscuro ed inquietante nelle sue interpretazioni. In Gabriel, al contrario, queste vocali “rotonde” addolciscono (all’opposto che in Hammill) anche le consonanti: la L o la S trema, quasi incerta, nella sua voce, contribuendo a quel tocco di malinconia di certe atmosfere. Chi ha visto dal vivo le più fedeli tribute-band dei Genesis avrà notato che tutto ciò impone nei cantanti-clone un certo sforzo muscolare: per riprodurre la scansione del cantante di riferimento i suoi emuli sono costretti a contrazioni del viso, tensioni delle labbra e delle guance. Ciò avviene non solo nei tributi, ma anche in certe bands di new-prog che si impongono di riproporre in tutto il modello gabrielliano, si pensi a nomi come i Citizen Cain o gli Agents of Mercy.  Tutto questo in Bernardo Lanzetti non è affatto vero: le sue interpretazioni vocali sono spontanee, naturali, prive di ogni forzatura. E pare quindi che certe sue similitudini con uno dei cantanti più amati del prog-rock siano un vero dono di natura. Negli Acqua Fragile sono soprattutto le costruzioni chitarristiche più acustiche e gli arpeggi dell’organo a sottolineare una parentela con i momenti più delicati dei Genesis, quelli di “Trespass” e di “Nursery Cryme”. Nell’album “Chocolate Kings” della PFM, che ci propone invece per molti tratti un Lanzetti più rock, succede una cosa strana: riascoltando oggi la title-track balzano subito alla mente delle similitudini con Fish, l’ex-cantante dei Marillion, che però, rispetto al disco della PFM, giungerà agli splendori della ribalta quasi 10 anni dopo! Che sia Fish ad aver ricevuto una mai dichiarata influenza di Lanzetti? Non a caso spesso l’ex-leader dei Marillion è stato definito, soprattutto a inizio carriera, il Nuovo Gabriel. Ma qui c’è un ulteriore elemento di sorpresa: Fish, infatti, è scozzese di Edimburgo, quindi siamo di fronte ancora a un altro tipo di pronuncia. Dalla fine dell’esperienza con la PFM in poi, per la verità, Lanzetti si è sempre più affrancato dall’influenza gabrielliana, “rispolverandola” soltanto in tempi recentissimi con il progetto CCLR, complici i crescendo di mellotron dell’ottimo Cristiano Roversi, che in più di un caso tradiscono una devozione verso Tony Banks. Ma ritorniamo in Italia. E parlando di rock, di Italia, ma soprattutto di voce, non si può non citare Demetrio Stratos che, nonostante fosse un greco nato in Egitto, quando ha sfondato come cantante era da tempo naturalizzato italiano. Nell’arte in generale e nella musica in particolare è sempre abbastanza insensato e anche piuttosto brutto parlare di “il disco più bello” o “il musicista più bravo”, perché non è giusto fare delle gare laddove entrano in ballo criteri di emotività, sentimento, soggettività. Ma stavolta, dicendo che Demetrio Stratos è stato uno dei più grandi cantanti al mondo, non si deve aver paura di sbagliare o di esagerare: da un punto di vista tecnico, infatti, Stratos è riuscito a portare avanti esperimenti sulla diplofonia (controllare le diverse vibrazioni delle corde vocali in modo da generare più suoni simultanei) e sull’estensione dal sovracuto al gravissimo che in pochi altri al mondo hanno condotto (tra cui l’americana Diamanda Galas, guarda caso anch’essa di origine greca… che ci sia l’aria buona per la voce, da quelle parti?), mentre sotto l’aspetto interpretativo un po’ di Stratos c’è in tutti i cantanti italiani venuti dopo di lui. Bernardo Lanzetti da Stratos ha saputo imparare la sobrietà. In che senso? Nel senso che Stratos nelle sue interpretazioni più melodiche (non in quelle sperimentali) era sempre molto enfatico nel suo cantato. Ma sapeva esserlo con gusto e con un grande senso della misura. Tutti quelli che sono venuti dopo, attingendo da questa fonte, hanno esagerato risultando così spesso sgraziati, innaturali o persino al limite della caricatura (avrei in mente diversi paragoni, ma non voglio querele…). Lanzetti ha avuto l’intelligenza e la sensibilità di cogliere le sfumature di pathos (parola greca!) di Stratos (scusate la rima) restando sempre entro i limiti più consoni.
La storia del rock è fatta di artisti che entrano nel cuore di tutti e di altri che, chissà perché, conquistano più l’interesse degli “addetti ai lavori”, cioè di chi fa musica, più che del grande pubblico. Questo è un po’ il caso di Roger Chapman, cantante inizialmente dei Family e poi di diversi altri progetti solisti. Da “Chappo” il nostro Bernardo Lanzetti ha acquisito le componenti più “acide” della sua voce: l’uso del tremolo soprattutto sulle note lunghe e sui toni alti e un graffiato nella voce che rende Lanzetti (come lo stesso Chapman) più vivacemente “black” rispetto ad altri artisti del prog italiano, nei quali la componente della musica nera era ben più irrilevante. Del resto Bernardo è uno che da ragazzo in America accendeva la tv (lo racconta lui stesso) e scopriva la magia del soul, del rhythm’n’blues, delle cantanti che ballavano scatenate davanti alle telecamere, mentre in Italia avevamo ancora il Sanremone in bianco e nero con i Claudio Villa in giacca e cravatta. Era inevitabile che, in quel boom d’amore che la nostra nazione negli anni ’70 tributava al rock progressivo, Lanzetti riuscisse a instillare gocce di sound nero, come del resto in Inghilterra facevano i Traffic, i Colosseum e, appunto, proprio i Family di Roger Chapman.
Ma c’è ancora un “outsider” che merita di essere citato come ispirazione, consapevole o inconsapevole, di Bernardo Lanzetti: quando si parla di Gentle Giant viene quasi sempre messa in luce la loro impressionante abilità di polistrumentisti, o la perizia nel costruire armonie vocali ineccepibili, e ingiustamente si trascurano le loro ottime doti timbriche come solisti. Eppure erano cantanti di grande carisma interpretativo, soprattutto Derek che, fra i tre fratelli e il tastierista Kerry Minnear, anche lui cantante solista, era quello più “nero”. Non a caso Derek era stato, da giovanissimo, cantante solista proprio di una soul e rhythm’n’blues band, che si chiamava Simon Dupree & the Big Sound e questo suo amalgama di grinta da soul-singer ed enfasi interpretativa tipica del prog lo si può ritrovare anche in Lanzetti. Non ci credete? Provate ad ascoltare in sequenza la seconda parte di “Peel the paint” dei Gentle Giant, su “Three Friends”, quella più dura, cantata proprio da Derek (mentre l’intro, più intimista e meditativa, la canta Phil), e poi ascoltate “Comic Strips”, degli Acqua Fragile: il mood che attraversa i brani è lo stesso, la carica di rabbia infusa da Lanzetti nelle sue parti soliste è vicina alle impennate shulmaniane e le armonie vocali regalano costruzioni non poco vicine a quelle dei Gentle Giant.


giovedì 25 maggio 2017

Bernardo Lanzetti: Tributo a Bob Dylan il 19 giugno


Bernardo Lanzetti
“Poesia e Canzoni”
Tributo a Bob Dylan
Zoagli (GE)-19 giugno

Le canzoni sono da considerarsi poesia?
Molto si è discusso di ciò in passato e finalmente, in occasione del Premio Nobel a Bob Dylan, si è arrivati a questo enunciato:

-I testi delle canzoni sono poesia ma nella cosiddetta tradizione della “poesia orale”.

Insomma Bob Dylan, Leonard Cohen, JaqueBrel, Fabrizio De Andrè e via cantando, sarebbero più propriamente gli eredi di Omero e Saffo piuttosto che colleghi di Garcia Lorca o Giacomo Leopardi.

E’ in questa ottica che Bernardo Lanzetti, già dagli anni ‘60 cultore e interprete dei lavori Bob Dylan, intende porgere questo suo concerto riallacciando le emozioni del passato alle consapevolezze del presente.

Unico artista italiano citato nell’enciclopedica “Bob Dylan Covers”, opera web che raccoglie tutti gli artisti che hanno omaggiato, con incisioni e pubblicazioni, il menestrello di Duluth,
Bernardo suonerà, canterà e sarà narratore di episodi e aneddoti sulla vita del premio Nobel.



martedì 23 maggio 2017

Nuovi frammenti da Londra...


 Denmark Street, Londra


Teatro Palladium, Londra. In attesa del concerto di Steve Hackett


Con l'amico autore Nick Clabburn a firmare  canzoni...


sabato 13 maggio 2017

Bernardo Lanzetti in Polonia...


Cracovia, Piazza del Mercato

Dice Bernardo: “A distanza di 60 anni sono tornato a Cracovia, e ho scoperto che il mio polacco non serve più! Tutti parlano - e suonano - in inglese! “Hey Jude…”





Ma sembra che qualcuno si ricordi ancora di me!”





Pinball Wizard