lunedì 11 gennaio 2016

GLI STRUMENTI DI BERNARDO LANZETTI- 2° PARTE



I Sintetizzatori, Campionatori, Sequencer, ecc…

Negli anni '80 mi sono avvicinato con passione, serietà e dedizione all'elettronica. A chi sprezzante diceva - "I dischi non si fanno con l'elettronica!"- io serenamente rimarcavo -"Non ho mai sentito un disco fatto con la falegnameria!".
Il fatto che attualmente la maggior parte dei prodotti fonografici siano realizzati con tecniche sofisticate, ma elementari nella ricerca, sperimentazione, filosofia ed arte, denuncia come tutta la problematica sia stata malamente impostata sin dall'inizio.
Da parte mia, confesso di avere trovato entusiasmo e conforto nello studio e nella sperimentazione, ma allo stesso tempo ho sviluppato una crescente avversione per il marketing che obbliga i musicisti a comperare tutta la gamma dei prodotti con il falso mito dell'inarrestabilità del progresso tecnologico.
Per questo motivo è inutile elencare tutti gli strumenti elettronici – tantissimi - che ho acquistato, studiato, usato, rivenduto o portato in discarica.
A volte la musica si rivela come una ricerca dell'imperfezione condotta in modo altrettanto imperfetto.
Il guerriero Bernardo

Gli Strumenti per la vocalità

I miei studi sull'Elettronica si sono concretizzati in applicazioni sulla voce.
Uso tuttora con successo il Vocalist della Digitech, armonizzatore intelligente, ma fondamentale è stato per me il Voicetracker della leggendaria Fairlight.
Possiedo uno dei primi prototipi, uno di quelli che la casa costruttrice disse di aver consegnato anche Kate Bush, Michael Jackson e Peter Gabriel.
E' un'apparecchiatura in grado di leggere il contenuto ed il carattere di una linea monofonica come appunto il canto di una voce umana, e di trasformare questi dati in informazioni per sintetizzatori e computer. Ogni dato poi può essere poi usato per armonizzare o per controllare unità multi-effetto con risultati sorprendenti.
I limiti del VT5 erano il ritardo nell'esecuzione ed il fatto che il microfono usato per rilevare la voce non è in grado di isolarla dai suoni e dai rumori a cui si accompagna ad esempio in un concerto.

                                                                   
Ho risolto il primo problema saltando di fatto l'interfaccia elettronica pensando di trattare la voce come fosse il segnale di una chitarra elettrica.
Il secondo problema è stato superato applicando dei sensori alla gola nel punto ove sono rilevabili esclusivamente le vibrazioni delle corde vocali.
Ho montato i sensori ed un interruttore su un guanto da lavoro giungendo quindi ad inventare il “Glovox".
(Bernardo Lanzetti)


                                                                         

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