sabato 17 febbraio 2018

Bernardo Lanzetti: intervista di Max Rock Polis


Acqua Fragile, A New Chant. Un canto nuovo che conquista il mondo

Si chiama proprio così, “A New Nhant”, il nuovo lavoro degli Acqua Fragile capitanati da Bernardo Lanzetti, ovvero mister The Voice Impossible” della musica italiana. Sonorità Prog anche classiche, ma con una freschezza sorprendente dentro, per un lavoro di ottima qualità e grande cura. Facciamocelo spiegare da lui in persona, dalla Spagna, tra un viaggio a Londra e uno in Giappone.

Dovrei dire “hola” o “buenas tardes”…
“Ma addirittura “buenas noches” perché qui dopo le cinque è già “noche” anche se non è buio.”

Non è la prima intervista in Spagna che facciamo, ma noi siamo per rincorrere i grandi artisti. Non siamo arrivati fino in Giappone dove eri fino a poco fa. Terzo album degli Acqua Fragile che hai voluto ri-tirare su, “A New Chant”. Ma dalla voice impossible non ci possiamo aspettare altro che un nuovo canto. Ce lo vuoi raccontare?
“Allora, premesso che in tutti gli anni in cui il gruppo si è sciolto, il bassista [Franz Dondi, ndr] ha sempre cercato di spingere, di fare qualcosa, di riallacciare il discorso, ma il Prog è una musica che richiede un sacco di energia, un sacco di investimento di tempo e dedizione, e non si trovano spesso gli elementi che desiderano impegnarsi su questo fronte. Il caso volle che nel 2013 nella mia celebrazione dei 40 anni di carriera, al concerto che si chiamava “Vox 40”, invitai tutti gli elementi dell'Acqua Fragile, e due di loro appunto Franz e Piero [Piero Canavera, ndr] suonarono basso e batteria con una piccola orchestra, ma molto agguerrita: i Tango spleen si chiamano e il loro direttore è italo-argentino: Mariano Speranza. Ora nell'occasione gli amici, gli operatori dicevano “ma perché non fate un disco nuovo, ma perché, ma perché...” e allora ho detto “mah, proviamo”. Il fatto è che subito due degli elementi originari, due su cinque, dichiararono che non potevano, non volevano partecipare. Il chitarrista [Gino Campanini, ndr] ha smesso di suonare parecchi anni fa e vive in Thailandia, invece il tastierista [Maurizio Mori, ndr] dopo aver abbandonato il gruppo si è diplomato in composizione e non desidera più suonare con gruppi, ha tutto un altro mondo musicale. Abbiamo provato a cominciare, ma senza tutti i membri originari il lavoro è già in salita, quindi abbiamo cominciato a guardarci intorno e non è stato facile, perché il gruppo rispetto al panorama generale ha una particolarità: ci sono i cori a tre o quattro voci. Quindi bisognava trovare non solo elementi in grado di suonare ma anche di cantare. Questo è stato già un bell'impegno. Allora ho pensato di avere vari ospiti, e siamo andati avanti a fasi alterne, il lavoro è durato circa 4 anni ma negli ultimi mesi eravamo rimasti solo noi tre. Allora ho detto “tiriamo i remi in barca, diamo un'accelerata” e sono riuscito a portare a termine tutto il lavoro. È uscito magistralmente io credo, perché non ricordo nella mia carriera di aver mai realizzato un lavoro che ha avuto questa risposta nel mondo.”

Benissimo, mi dicevi che a livello internazionale è molto apprezzato questo album, “A New Chant”.
“Sì. Noi abbiamo avuto anche la fortuna, l'onore, comunque ci siamo dati da fare per avere un contratto con un'etichetta anglo-americana, la Esoteric e Cherry red records. Allora un po' per quello, un po' perché noi cantiamo in inglese, un po' perché il gruppo è sempre stato uno di nicchia, amato e rispettato, abbiamo avuto subito l'attenzione della stampa internazionale. Nel caso specifico il mondo britannico si è espresso ad altissimi livelli, io sono veramente commosso perché, per dirti, dicono cose tipo “tra i tre migliori album dell'anno”, “tra i migliori 20 degli ultimi 20 anni”. Cioè siamo veramente a queste cose, più motivati: chi è andato a sentirlo pezzo per pezzo, chi ha apprezzato i testi, chi ha apprezzato il fatto che io ho fatto venire certi ospiti, come li ho organizzati, la copertina. Tutto quanto è stato apprezzato ad altissimi livelli e addirittura questi writers che fanno le recensioni si vede che è gente colta e anche molto raffinata, fanno delle recensioni che non sono facili da tradurre al volo, in inglese si chiedono cose tipo “ma riescono tre degli originali dopo 40 e passa anni a fare qualcosa? La risposta è: sì”. “” scritto in italiano [ride, ndr]. Oppure, visto che io ho sempre degli sprazzi nei testi che faccio in inglese, allora dicono “les beaux mots” in francese, cioè le belle parole che Bernardo è capace di dispensare. È tutto un mondo che scopro ora, perché ho avuto altri rapporti col mondo anglosassone per quanto riguarda gli scrittori e i recensori dei dischi, e in passato non sono mai stati benevoli. Questa volta sono veramente rapiti, sono rapiti dal nostro lavoro.”

Ma io faticherei molto a smentirli, è veramente un grande album. Solamente questa canzone “Tu per lei” è in italiano, il resto è in inglese. È un album veramente vario e contaminato, però è fresco, è attuale, non è un qualcosa che avete tirato fuori dal cassetto del 1975, è calato nella realtà di oggi.
“Guarda, anche gli operatori, gli osservatori italiani hanno detto cose molto belle. Ce n'è uno in particolare che ha detto “ma, potrebbe essere questo disco la rinascita del Prog italiano nel mondo”, e io me lo auguro. Noi siamo sempre stati un gruppo outsider, col fatto che fossimo di Parma, quando Parma era ancora considerata città di provincia negli anni '70, ci danneggiava. Io voglio ricordare che Acqua Fragile per anni non è mai stata trasmessa alla RAI, quindi né a “Per voi giovani”, nessun programma ci ha mai trasmesso perché cantavamo in inglese. Poi sono arrivate le cosiddette radio libere, che poi sono diventate le radio commerciali, ma ormai i tempi erano passati, quindi c'era tutto un altro genere musicale. Però noi siamo stati sempre outsider, eravamo fuori dal grande giro, anche se a mio avviso meritavamo senz'altro di essere ai primi posti.”

Io sono un vostro fan da tanto tempo e sono veramente contento che ci possa essere questo rinascimento italiano di Progressive a livello di nuovi gruppi che stanno nascendo e vecchie formazioni che si stanno riformando. E poi se riusciamo a spargere il nostro verbo nel mondo con voi grandi del Progressive in prima fila…
“Ecco, infatti anche aver fatto qualcosa in italiano era inconsciamente un desiderio di dire “va bene cantiamo in inglese, però veniamo da un mondo italiano, diverso come sensibilità”. Ho trovato questa soluzione, il brano sembra molto semplice, una ballata, ma in realtà poi diventa più complesso quando c'è quella marcetta dove la strofa, la melodia e il ritornello si sovrappongono, come se fossero una cosa abbastanza nuova nella musica leggera italiana, se vogliamo dire questa cosa. E poi ho confezionato, se noti, all'inizio e alla fine del brano ci sono queste voci bianche, molto eteree, e ho immaginato che fossero come una caramella. Lo zuccherino al centro, che viene poi avvolta e questi due cori sono l'avvolgimento della carta a sinistra e a destra della caramella. Questa è un po' un'idea che ho seguito. Ho confezionato il brano, ecco.”

Bello, è la prima volta che sento una cosa del genere. Intanto ho messo “My forte”.
Se posso parlare del brano, “My forte”, il titolo riprende il mio filone on cui tendo a usare parole italiane che sono note in tutto il mondo. Tutti sanno la parola bravo, la parola ciao, la parola pizza, cappuccino, e noi diciamo “il mio forte è fare ciò”, no? “Il mio forte è suonare la chitarra,”, “il mio forte è correre la maratona”, ecco, si dice anche in inglese: “my forte”. Allora io mi sono un po' preso in giro, ho detto “il mio forte è arrendermi”, “il mio forte è abbandonare il campo” [ride, ndr], a volte penso che il mio forte non sia poi così forte.”


In realtà è un ossimoro perché tu in campo ci sei tornato veramente alla grande, quindi hai fatto l'opposto.
“Il brano pur risultando semplice all'ascolto è parecchio complesso. Tu sai che il Prog usa molto i tempi dispari, nel caso specifico quello è un undici ottavi. È successo con uno dei nostri grandi ospiti, il batterista Jonathan Mower, già batterista con Joe Satriani, con Steve Hackett e Chris Squire, che ha preso anche il Grammy award, un grandissimo artista. Lui ha sentito il brano e ha detto “bravo, io avrei un'idea. Io raddoppierei questo undici per fare ventidue e poi lo suddividerei ulteriormente in sette più sei più cinque più quattro”. Per chi ci ascolta, per capirci, quasi tutta la musica è in quattro quarti, mentre il valzer è in tre quarti: “um pa pa um pa pa”. Noi facciamo un brano dove c'è una battuta di sette, subito dopo una di sei, una di cinque e una di quattro, poi ripresa. Quindi in altre parole la battuta che segue non è mai uguale né a quella che stiamo suonando né alla precedente, è un continuo cambio. Però all'orecchio, all'ascolto sembra naturale, sembra semplice. Una struttura complessa resa godibile e fruibile.”

Se uno volesse “A new chant”, e a garanzia basta il tuo nome, come si può fare per averlo?
“Il disco si trova su internet, però la distribuzione è della Audioglobe e dovrebbe essere migliore del solito. Comunque sia si trova da Feltrinelli o semplicemente uno va nel negozio e lo ordina. Da tutta Italia mi chiedono come fare, ma basta andare in negozio e chiedere, perché la Audioglobe è presente sul territorio italiano e abbastanza precisa, quindi uno lo ordina e poi arriva. Altrimenti lo si può trovare su internet, ma in questo caso io consiglio ad alcuni amici di mettersi insieme ed ordinarne 3-4 copie in modo da dividere le spese di spedizione, perché costa un po' meno ma ci sono le spese di spedizione. Questo è il mio consiglio.”

Ognuno avrà il CD per il grandissimo ritorno di Bernardo Lanzetti e gli Acqua fragile alla composizione e alla musica. Io ti ringrazio molto e dall'Italia ti saluto.
“Grazie a te, un abbraccio a tutti e vedremo gli sviluppi, perché il mondo ha bisogno di musica, ma non di musica da sottofondo, ma coinvolgente. Noi adesso viviamo un momento storico dove abbiamo il massimo della tecnologia e il minimo del messaggio artistico musicale. È ora di darci una svegliata e di prendere in mano la situazione perché la musica è la via giusta per l'anima per eccellenza e deve essere nobilitata.  A presto!”


venerdì 9 febbraio 2018

Review: Acqua Fragile – "A New Chant", by James R. Turner


They may be a new name to you, they certainly were to me, but Italy’s Acqua Fragile were originally active between 1971 & 1975, and vocalist Bernardo Lanzetti joined PFM for their ‘Chocolate Kings’ and ‘Jet Lag’ albums, leaving in 1977.

The catalyst for this reunion record came when Bernardo celebrated his career with his Vox 40 concert, and the revived band consists of Bernardo Lanzetti (vocals, animoog, guitars) Pierro Canavera (drums/percussion/backing vocals) and Franz Dondi (electric bass), as well as guest musicians like Jonathon Mover (on opener My Forte) drummer Alessandro Mori (son of original keyboard player Maurizio Mori) as well as members of the Acqua Fragile Project, a collaboration put together by Franz Dondi of younger musicians playing the original music of Acqua Fragile.

You wait a while for some bands to get on with the ‘difficult’ third album, but it’s taken these guys over 40 years!

Joking aside, the musicians have worked hard in Italy, and Bernardo is a well known name on the progressive scene, having worked with Mangala Vallis amongst others, and with new blood in the group like collaborator Alex Giallombardo, who provides guitars, vocals and keyboards this blends the best of traditional Acqua Fragile with new sounds and contemporary production values.


This blending of old and new is probably exemplified by the track Wear Your Car Proudly, which was a track the band used to perform in the 70’s, which had never been recorded. The music was intact, with some driving guitar and bass, and wonderfully squelchy mid 70’s synth sounds, (it’s also reminiscent of the neo-prog sound of the early 80’s) yet the lyrics had gone, no trace, so Bernardo’s friend came up with some new lyrics, and hey presto, a wonderfully eclectic song all about motor racing. It’s in the Italian blood, and the passion comes across in this song.

They have even recorded a track in Italian, Tu Per Lei (You for Her) with some wonderfully emotive vocals from Bernardo, and a great electric guitar solo, and it’s true that Italian is a beautiful and emotive language, I don’t know exactly what’s being sung about, but it sounds fantastic.

In fact that’s a good word to use to describe this album, fantastic, I always admire musicians who can write in their second language, and their English is probably better than mine (I am also probably a little jealous as I am no linguist, cunning or otherwise) and to flit between their native tongue and English, is wonderful.

The Drowning meanwhile utilises the lyric skills of Nick Clabburn, who paints a wonderful picture, for Bernardo to fill with his rich vocals.


Meanwhile Rain Drops is a poem, by the legendary Pete Sinfield, that Bernardo loved so much he wanted to adapt, he even explained how he got permission from the elusive Mr Sinfield to include this on the album (in the interview elsewhere on Progradar that I did with him) and the orchestral, almost Oldfieldesque accompaniment works perfectly in drawing the nuances out of the lyrics, and Sinfield’s imagery is both wonderful and very emotive, again showing Bernardo’s voice off to the full.

The core band here sound relaxed and enjoying each others company, whilst the self-explanatory All Rise is a fab rockier number, showing the band kicking up a storm, in a nod to the live arena, a self confessed first encore track, utilising the traditional courtroom phrase to great effect, and providing the energy and power that every good encore needs.

The mood slows a little, with the lovely acoustic How Come, where Bernardo’s vocals continue to shine, and his personal and moving lyrics work in this stripped back environment, providing a brief period of reflection prior to the closing power of the albums title track.

A New Chant see’s Bernardo projecting his voice in an operatic finale, the music and lyrics working together, a beautiful merging of sound, topping off what is, to these ears an excellent record.

It’s great to see that bands can reform after a long period of time, pull together in the studio and rediscover the old magic, this is Acqua Fragile reborn for the 21st century, and is worth a listen. I really enjoyed it.

Released 13th October 2017




lunedì 29 gennaio 2018

From Progarchives: Acqua Fragile-"A New Chant"


The modern era has seen all things `retro' embraced, so there's been no shortage of vintage Seventies Italian Prog-rock bands making long-belated comebacks in this modern day. One of the more unexpected ones has been Acqua Fragile, most known for their association with (then) future Premiata Forneria Marconi vocalist Bernardo Lanzetti on a few of their albums from 1975's `Chocolate Kings' onwards. Adored by some, completely dismissed by others perhaps because of the reason that they performed in English and their music didn't have a lot of the purer theatrical and classical characteristics that often are part of the identity of the Italian prog groups, Acqua Fragile were a tricky one to navigate. Their two studio albums, a self-titled work and `Mass Media Stars' between 1973-74 were hardly poor, but perhaps not quite special enough to compete with the truly important names of Italian rock music at the time.
Fast forward over forty years later, and three of the core original members - drummer/percussionist Piero Canavera, bassist Franz Dondi and singer/guitarist Bernardo Lanzetti - have surprised Italian prog fans with a brand new work, 2017's `A New Chant'. Some things remain the same - it's still mostly sung in English, so more traditional Italian prog-snobs (yours truly included!) should be warned! - but it's everywhere else that counts where the band step up in a big way. With help from some other musical contributors, the trio offer a confident album jammed full of so many rich little instrumental details that twist the tunes in all sorts of interesting directions (and parts of which are probably the most genuinely `Italian' sounding of their music to date). The disc avoids drifting constantly into lazy `old man' pleasant AOR, it welcomely isn't afraid to make a bit of rumble and noise here and there, and is ultimately the most lavish and sophisticated Acqua Fragile work overall.

Right from opener `My Forte's Mediterranean-flavoured ringing acoustic guitar notes around lively drumming, sparkling piano and teasing slivers of handsome orchestration, it's clear that this is the fanciest Acqua Fragile has ever sounded. Best of all, vocalist Bernardo, once rather grating with a Family/Roger Chapman-esque bleating harshness on the Seventies AF and PFM discs, is now so much more subtle, full of colourful personality and deeply charismatic, meaning he's never sounded better as a singer, and it instantly helps make this rich and evocative opener an even lovelier surprise.

Acqua Fragile here happily embrace how Bernardo's voice has often been compared to the Peter Gabriel-fronted era of Genesis in the past, so a few pieces throughout the album drift closer to those years of that wildly influential group, if sometimes offering a kind of sound that suggest where they might have headed if that frontman had hung around after their ambitious double `...Lamb' album. The first of these, `The Drowning', broods with murmuring bass ruminations, careful veils of Mellotron-like majesty and plenty of slow-burn guitar soloing, perhaps taking the piece closer to the spectral gothic pantomimes that current Steve Hackett Band vocalist Nad Sylvan offers on his ravishing solo albums. It also calls to mind the fondly remembered The Night Watch `Twilight' album and band from the late Nineties that would morph into The Watch years later.

`Wear Your Car Proudly' is surprisingly heavy with endless twisting ragged guitar turns, delirious synth soloing and an overall frenetic driving wildness, and `Tu per Lei' is a sole piece that is performed in Italian (despite constantly singing in English throughout much of his career, it's always a wonderful when Bernardo performs in his native language!) and holds a rousing singalong group chorus that culminates in grandiose fanfare pomp (and dig that drowsy Moog wafting around the final seconds!).

`Rain Drops' is an elegantly haunting ballad carried by accordion, piano, careful orchestration and Bernardo's overly emotional romantic crooning full of longing, and the punchier up-tempo `All Rise' races with a boisterous repeating refrain that wouldn't have sounded out of place on the early I.Q and Neo-Prog albums (and listen for that teasing thick bass solo in the middle that's not nearly long enough!). `How Come' is an impossibly pretty and exquisite little acoustic ballad interlude, and the deceptively lyrically dark and surreal title track `A New Chant' lifts dreamily into the heavens with a rousing chorus delivered with all the deliciously histrionic passion constantly found on so many Italian progressive works!

There's so much to recommend about `A New Chant'. It's hardly the most challenging of Italian prog collections, but, like Maxophone's recent and very worthwhile `La Fabbrica Delle Nuvole', it's full of gorgeous playing, captivating vocals and adventurous, energetic rock pieces full of variety and rife with the most luxurious of instrumental flourishes. It also proves that many of these so- called `oldies acts' still have very vital and exciting music to offer when they put the effort in, so whisper it (chant it?!) - `A New Chant' just might be the best Acqua Fragile album so far, but it is absolutely one of the most genuinely unexpected yet welcome surprises in Italian prog music for the year.

Three and a half stars, rounded up to four.





domenica 21 gennaio 2018

Acqua Fragile – "A New Chant", di Stefano Tognoni


Acqua Fragile – A New Chant

di Stefano Tognoni (Il Popolo del Blues)
ARTICOLO ORIGINALE

Il mai sopito interesse per il progressive rock, genere che ha saputo rinnovarsi, pur nel rispetto delle strutture e sonorità delle origini, ha tenuto desta l’attenzione non solo per le band più celebri e celebrate, ma anche per quelle che, malgrado l’esigua discografia, sono comunque diventate oggetto di culto, in Italia e all’estero, anche per le nuove generazioni. Tra queste vanno annoverati i parmensi Acqua Fragile che, nel biennio 1973/74, pubblicarono l’omonimo esordio e Mass Media Stars, sciogliendosi però nel 1975, complice la fuoriuscita di Bernardo Lanzetti, divenuto nel frattempo il vocalist della Premiata Forneria Marconi. Dopo oltre 40 anni, i componenti storici Piero Canavera (batteria, percussioni, cori), Franz Dondi (basso) e Bernardo Lanzetti (voce, animoog, chitarra acustica) hanno sorpreso i loro fan, riunendosi per registrare del nuovo materiale. A New Chant è il frutto di queste sessioni e contiene otto tracce che ci riportano emotivamente al passato, riuscendo però al contempo, a rinnovarsi. Dal punto di vista compositivo, predomina la firma di Lanzetti, ad eccezione di The drowning, il cui testo è stato scritto da Nick Clabburn, già collaboratore di John Hackett, Wear your car proudly, composta dal “trio” Canavera/Lanzetti/Anzaldi e Rain drops il cui testo è stato scritto da Pete Sinfield, storico autore e componente dei King Crimson. Rispetto al passato le composizioni sono meno dilatate e più costrette nella forma canzone, ma senza per questo perdere le prerogative che caratterizzano la loro natura. Alla registrazione del cd hanno collaborato altri validi musicisti come il batterista Johnatan Mover (Joe Satriani, GTR), Alessandro Giallombardo e Michelangelo Ferilli alle chitarre, Alessandro Sgobbio alle tastiere e il batterista Alessandro Mori, figlio di Maurizio, storico tastierista dell’Acqua Fragile. A New Chant è buon progetto, non anacronistico ma vivo e vitale, che si inserisce nel panorama progressive attuale, e che auspichiamo possa avere un seguito anche dal vivo.

Tracce:
My forte
The drowning
Wear your car proudly
Tu per lei
Rain drops
All rise
How come
A new chant





giovedì 11 gennaio 2018

Acqua Fragile – A New Chant: review by Ananth Krishnan


Acqua Fragile – A New Chant

Article by: Ananth Krishnan
A New Chant is that perfect excuse to take a little walk down memory lane, an unmissable excuse to wipe the dust off those old CDs that represented the golden era of Italian Progressive rock, to take them out for another spin. Acqua Fragile was quite at the forefront, being on the scene in the early half of the 1970s and they are probably more fondly remembered for giving PFM Bernardo Lanzetti, the Italian Peter Gabriel. For a reunion to happen four decades later – well, in my head, that in itself is a phenomenal achievement.
And four decades later – nothing has changed. Blindfolded and hearing this CD, it is quite difficult to pin down the fact that this is a 2017 album performed by some of the fore runners of the ’70s era progressive rock (maybe the song lengths would seed some doubts!?!). Sprawling in its instrumentation (bombastic is always the Italian trait right?!) and aided by a host of guest musicians, it is hard to imagine the trio not having enormous amounts of fun making this album. There is enough variety in terms of song structure and timbres to keep you interested for the 40 odd minutes the album lasts – a very pleasant length indeed!
Lanzetti’s vocals have audibly matured, but I say this in the nicest of ways. He is in complete control of what he has set out to achieve in terms of the dynamic range he delivers in the different tracks, from the lilting timbre of the opener My Forte to the almost-operatic All Rise. Primarily keyboard and guitar driven, the album has a strong presence of strings and synths that lend the grandiose feel – something that harks back to the heyday of the genre. The best part about this album, which immediately grabbed me, is that there is no lack of technical virtuosity and instrumental craftsmanship – Alex Giallombardo’s guitar deserves special mention here as he delivers a vast array of sounds that fit wonderfully well into each theme on display.

The first three tracks are easily the highlights, a fantastic representation of all the musical ideas that permeate this album, and all of this in around 15 minutes! The album opener is a gentle yet arresting piano driven acoustic delight and in direct contrast is the driving high octane Wear Your Car Proudly – relentless in energy it showcases a lot of the technical wizardry that the band display. Neatly sandwiched between the two is The Drowning which serves as a perfect bridge between the musical ideas that segue beautifully into one another. A track by track breakdown would only end up serving up more clichés and hyberbole – this small sample is testimony enough! 

The sleeve notes show the trio looking back at photos and reminiscing about the good old days with broad smiles on their faces. Without a doubt the smiles would have been broader while they were recording this outing, for this is one hell of a reunion album, especially considering it was made after a break of 44 years!! A jaw dropping effort that unequivocally announces the return of Acqua Fragile to the stage of progressive rock.
Recommended? An overwhelming ‘Si Signore!!’
TRACK LISTING
01. My Forte (5:08)
02. The Drowning (6:26)
03. Wear Your Car Proudly (6:58)
04. Tu Per Lei (5:25)
05.
Rain Drops (3:25)
06. All Rise (5:39)
07. How Come (2:34)
08. A New Chant (5:20)
Total Time – 40:55
MUSICIANS
Piero Canavera – Drums, Percussion, Backing Vocals
Franz Dondi – Bass
Bernardo Lanzetti – Vocals, Animoog, Guitar (tracks 1,6 & 7)
~ with:
Michelangelo Ferilli – Acoustic Guitar (track 2)
Alex Giallombardo – Electric & Acoustic Guitars, Backing Vocals, Keyboards (tracks 2,4 & 8)
Alessandro Mori – Drums (track 6)
Alessandro Sgobbi – Synth Solo (track 3)
Marino Speranza – Piano
Jonathan Mover – Drums & Glockenspiel (track 1)
Tango Spleen Orchestra (tracks 1 & 5)
– Elena Luppi – Viola
– Andrea Marras – Violin
– Franacesco Bruno – Bandoneon
– Gian Luca Ravaglia – Upright Bass
– Yalcia Fo Gazan – Cello
ADDITIONAL INFO
Record Label: 
Esoteric Antenna
Catalogue#: EANTCD 1069
Country of Origin: Italy
Date of Release: 13th October 2017


giovedì 4 gennaio 2018

SPETTAKOLO!: Il ritorno degli Acqua Fragile, leggende del prog rock italiano

Il ritorno degli Acqua Fragile, leggende del prog rock italiano
Gli amanti del prog sanno bene chi sono: gli Acqua Fragile nell’epoca d’oro di questo genere erano uno dei gruppi più amati (sorprendentemente soprattutto in Giappone). I due album che hanno inciso (Acqua Fragile, nel 1973, e Mass Media Stars l’anno successivo) fanno bella mostra di sé nelle collezioni di chi ama il progressive. La loro vita artistica era stata piuttosto breve, infatti nel 1975 il cantante Bernardo Lanzetti entrò nell’organico della PFM, rimanendoci fino al 1979, quando iniziò un’interessante carriera solista.
Ora gli Acqua Fragile hanno deciso di far ripartire la loro storia ed hanno pubblicato ufficialmente nel Regno Unito per l’etichetta Esoteric l’album A New Chant (in Italia è distribuito da Audioglobe). Della line up, oltre a Lanzetti (una delle voci rock italiane più interessanti di sempre), fanno parte due componenti originari del gruppo nato a Parma, Franz Dondi al basso e Piero Canavera alla batteria, oltre a tanti ospiti. Il progetto è nato dopo il concerto per celebrare i quarant’anni di carriera di Bernardo: quel giorno Franz Dondi gli propose di lavorare su nuovo materiale originale. A New Chant contiene otto tracce in inglese e italiano. Tra gli autori dei testi, anche Pete Sinfield (già componente dei primi King Crimson), che ha concesso l’adattamento musicale di una sua lirica.

Ecco il racconto di Bernardo Lanzetti su come è nato questo disco…

Nel maggio 2013, in occasione del “VOX 40” (photo 400), concerto antologico-celebrativo dei miei 40 anni nella musica (il primissimo album di Acqua Fragile è del 1973) tutti e cinque i componenti originali della band si ritrovarono e due di loro, Piero Canavera e Franz Dondi addirittura si unirono agli archi dei Tango Spleen in una riproposta classico-acustica dei brani più significativi tratti da Acqua Fragile e Mass Media Stars.
Oltre alle emozioni per i musicisti e il pubblico, strategico fu l’interscambio di progetti e propositi che portò a concretizzare quell’idea idea che il bassista Franz Dondi non aveva mai abbandonato: lavorare ad un terzo album di Acqua Fragile con pezzi nuovi ed originali.
Decisi quindi di sviluppare tale idea come “Greater Acqua Fragile”, una formazione allargata con ospiti musicisti già collegati alla band, o al sottoscritto, da abbinare al “nocciolo duro”.
Alcuni membri della formazione originale, come il vocalist Gino Campanini e il tastierista Maurizio Mori, si trovarono impossibilitati ad aderire al progetto. Tuttavia, il figlio di Maurizio, Alessandro Mori, giovane e talentuoso batterista già con Glenn Hughes e Bobby Kimball, ci fece capire che sarebbe stato onorato di essere ospite ai tamburi.
Tra gli altri ospiti, si sono aggiunti quindi Alessandro Sgobbio al sintetizzatore, grande talento già con gli “Acqua Fragile Project” e Michelangelo Ferilli alla chitarra acustica. Alessandro Giallombardo invece si è espresso a tutto campo suonando chitarre, tastiere e impegnandosi nelle armonie vocali. Inoltre hanno preso parte al disco i Tango Spleen, con archi, contrabbasso e bandoneon. Ospite speciale, infine, è il batterista Jonathan Mover (già con Joe Satriani e i GTR di Hackett e Howe).
Ai testi in inglese ho coinvolto Andrea Anzaldi, già compagno di viaggio di Giallombardo e del sottoscritto, e assieme a lui Nick Clabburn, collaboratore di John Hackett nonché di Steve Hackett e Chris Squire. Ho avuto inoltre  la grande soddisfazione che Pete Sinfield abbia approvato la mia versione musicale di un suo testo poetico.
Le registrazioni dell’album sono state effettuate principalmente presso l’Elfo Studio di Tavernago (PC), che alla fine ne ha firmato la produzione con il suo sound engineer Alberto Callegari. Registrazioni addizionali sono state ospitate da studi di Castiglione del Lago (PG) e della Costa del Sol in Spagna.
Per la copertina dell’album, è stato recuperato un disegno originale di Alberto Baroni datato 1973, magistralmente utilizzato da Gigi Cavalli Cocchi per l’impianto grafico. Claudio Fabi, già produttore dei primi due album di Acqua Fragile, nonché dei primi dischi della PFM, Chocolate Kings compreso, dopo un ascolto privato di A New Chant ha definito la raccolta delle composizioni, l’insieme dei messaggi musicali e delle sfumature sonore come un insieme “sinfonico”, nel senso più esteso del termine.